Case, amori, universi

2016
Sono Aconito ed Elleboro, nel sottobosco di carpini neri; ammiro la luce tra le foglie dei pioppi bianchi, e sento la terra sotto il peso del grande noce.

Ho un senso del tempo incomprensibile, e me ne rendo conto ogni qual volta che mi "sento a casa".
Ci son giorni in cui sono anni luce dal mio quotidiano, giorni in cui, come oggi, se vedo una meravigliosa dimora d'epoca, sento il cuore saltarmi in petto, gli occhi che si inumidiscono, la bocca che si spalanca.
E sento sorpresa, amore, e tornano di nuovo il ritrovarsi, risentirsi. Sentire ogni cosa intorno a se' come compagna di viaggio, consapevole dell'esilio a cui siamo costretti.
Oggi mi sono sentita di nuovo "nel mio tempo".
Sono come loro: la dimora, vetusta ma ancora magnifica, i mobili, le suppellettili, ogni singola chincaglieria, ninnolo o quadretto appeso al muro, ogni accumulo affettuoso di ricordi, di resti, di memorie, ogni vetro, passamaneria, pavimento.
Il resto di quella scultura da giardino, agglomerato ottonovecentesco, fermato dal ferro e circondato, stretto dalla rosa inselvatichita, in un giardino che sussurrava alla sera la sua malinconia.

Io ero li, e loro erano con me.

Provo ad illudermi di avere la mia età, ma più il tempo passa e più mi sento indietro rispetto a come mi sento.
Non mi sorprenderei se, il giorno in cui decidessero di abbattermi, nel tagliarmi a metà vedessero che i miei anelli legnosi sono di tutt'altro avviso rispetto alla mia carta d'identità.

La linearità del tempo è un concetto che mi sta stretto, amo pensare che, oltre all'adesso, si possano vivere contemporaneamente il passato e il futuro.

2021

Il tempo è la banalizzazione del nostro flusso nell’universo, in un tentativo di antropocentrismo preservativo.
Eppure, è proprio quando percepiamo dentro di noi la danza del mondo, il moto degli atomi, che scorriamo.

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